Un territorio che forgia la vite
I nostri vigneti si trovano a Villa di Tirano, nell’alta Valtellina, una delle zone vitivinicole più affascinanti e autentiche d’Italia. Qui, sulle pendici delle Alpi Retiche, tra grandi rocce affioranti e terrazzamenti sorretti da muri in pietra, la vite cresce in condizioni uniche, a volte estreme, accarezzata dal sole e protetta dalle catene montuose che la difendono dai gelidi venti del nord. Le nostre viti sono pluridecennali, radicate in un terreno sassoso-limoso poco profondo e ricco di sali minerali, e non è raro vederle penetrare con le radici direttamente nelle fessure della roccia.
Un ambiente estremo che dà carattere al vino.


Dove la vite cresce tra terrazzi e roccia
I nostri vigneti si estendono dai 450 ai 600 metri s.l.m. e ospitano principalmente Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca (90%), affiancato da Brugnola (5%), Pignola e altri vitigni minori (5%). L’area è completamente terrazzata: un susseguirsi di muretti che sostengono piccoli fazzoletti di terra collegati da scalette in sasso, frutto del paziente e faticoso lavoro dei nostri antenati che, nel corso dei secoli, hanno “strappato” spazio utile alle assolate pendici rocciose. Alla tradizionale coltura ad archetto valtellinese, con filari disposti nord-sud, abbiamo affiancato una più recente e sostenibile tecnica a girapoggio, con filari orientati est-ovest.
Vitigni della tradizione, frutto di storia e fatica.

La vendemmia: un rito di famiglia
Quando la natura completa il proprio ciclo e porta a maturazione i frutti, arriva il momento della vendemmia. Per noi è molto più di una fase produttiva: è un rito che unisce famiglia e amici in un clima di festa e condivisione. La raccolta richiede impegno, ma si conclude sempre attorno alla tavola, con la gioia di un lavoro svolto insieme. È anche un’occasione di confronto con l’annata precedente, per affinare ancora di più la selezione dei grappoli e garantire qualità e coerenza.
Quando il lavoro diventa condivisione.
La raccolta: il primo passo del vino
La vendemmia si svolge nel mese di ottobre, seguendo la maturazione del Nebbiolo. Si parte dal controllo della maturazione, analizzando zuccheri, acidità e stato sanitario delle uve; segue la raccolta: i grappoli vengono colti a mano, depositati in cassette senza pressarli e mediante una teleferica, che raggiunge capillarmente ogni porzione del vigneto, giungono in piano alle porte della cantina pronti per la lavorazione.
Un gesto paziente che dà valore a ogni grappolo


Nel cortile: l’inizio della trasformazione
Non appena scaricate le cassette, nel nostro cortile ulteriori occhi controllano eventuali imperfezioni sfuggite ai raccoglitori e solo dopo la certezza della massima qualità, l’uva viene versata nella pigiadiraspatrice dove i grappoli vengono separati dai raspi e leggermente schiacciati, così da mantenere integra la qualità del frutto. Successivamente la parte liquida viene trasferita nei vinificatori di acciaio della sottostante cantina.
Una vinificazione attenta che rispetta l’origine del frutto.
In cantina: dove il vino prende forma
Nella nostra cantina, spazio dedicato prima alla lavorazione e poi al lungo riposo del vino, ogni fase segue un processo rigoroso ma rispettoso della materia prima. Nei vinificatori in acciaio inox avviene la fermentazione alcolica, monitorata costantemente per temperatura, aromi e sviluppo dei lieviti. Durante questi giorni fondamentali, le bucce vengono mantenute a contatto con il mosto attraverso rimontaggi e delestage, che ne esaltano colore, profumi e struttura. Terminata la fermentazione, avvengono la svinatura e la torchiatura soffice della vinaccia, seguite da una sosta di circa quattro mesi in acciaio, durante la quale il vino viene sfecciato e, grazie alla fermentazione malolattica acquisisce morbidezza e rotondità. Ogni fase è monitorata con la massima attenzione per accompagnare il vino nella sua evoluzione.
Un percorso di cura che accompagna
l’uva nella sua evoluzione.


La nascita della bottiglia
Inizia poi la maturazione in legno: il vino sosta per 24-36 mesi in tonneaux di rovere francese o in piccole botti da 10-20 hL. La fase successiva è l’imbottigliamento: ogni bottiglia viene riempita e tappata con cura, quindi il vino riposa e si affina per altri sei mesi, completando la sua evoluzione. Solo allora si procede all’etichettatura e alla preparazione per la vendita. È un percorso lungo, fatto di attesa, precisione e pazienza, dove tradizione e innovazione si incontrano per valorizzare al massimo l’identità della Valtellina. Ogni calice racchiude il risultato di questo lavoro.
Un’evoluzione lenta che porta il vino alla sua piena espressione.